Scopri perché le diete falliscono e come adottare un approccio nutrizionale sostenibile per migliorare salute, metabolismo e benessere.
Perché le diete non funzionano, e perché non è colpa tua
Quante volte avrai ricominciato…
…Una nuova dieta, un nuovo proposito, la stessa determinazione della volta precedente…e poi, la stessa sensazione, mesi dopo, di essere tornata al punto di partenza. A volte, con qualche chilo in più di quando avevi cominciato.
E in quel momento, forse, avrai probabilmente pensato: chissa, sarà la tiroide.
È una spiegazione che capita spesso, quando un corpo sembra non rispondere come dovrebbe a tutto l’impegno che gli abbiamo messo dentro. Ha un senso cercarla – perché l’alternativa, quella che la cultura della dieta ci ha insegnato a temere di più – è pensare che il problema siamo noi: che non abbiamo abbastanza volontà, abbastanza disciplina e abbastanza controllo.
Vorrei, invece, offrirti una terza possibilità, che non è né la tiroide né la mancanza di volontà: il problema, molto spesso, è la dieta stessa.
Cosa succede davvero, quando restringiamo
Raramente viene detto con chiarezza quando si parla di diete: il corpo non distingue tra una restrizione scelta con intenzione e una carestia reale.
Per il sistema nervoso, per l’ipotalamo, per l’intero equilibrio ormonale che regola la fame, la sazietà, l’energia disponibile, non c’è differenza tra il non avere cibo a disposizione e il decidere di mangiarne meno per un obiettivo estetico.
Il segnale che arriva è lo stesso: scarsità, e lo vive come una minaccia.
E, un corpo che percepisce carestia si adatta. Non certamente perché sia difettoso, ma perché è esattamente questo che ha imparato a fare nel corso di milioni di anni: proteggersi.
Dunque, rallenta il metabolismo per consumare meno.
Aumenta la grelina, l’ormone che segnala fame, mentre riduce la leptina, quella che segnala sazietà.
E quel desiderio, così spesso vissuto come una debolezza, verso i cibi che ci eravamo proibite, non è altro che il cervello che, in una condizione che interpreta come emergenza, orienta ogni energia disponibile verso ciò che promette di rimetterlo in salvo più in fretta.
Non è una colpa, bensi’ fisiologia – il corpo che fa esattamente quello che ha sempre saputo fare meglio: sopravvivere, anche a costo di allontanarsi da quello che gli stiamo chiedendo con la mente.
Questo è il motivo per cui, dopo un periodo di dieta rigida, così spesso arriva quello che viene chiamato effetto rimbalzo.
Non è una ricaduta di carattere, ma la risposta biologica prevedibile, misurata in numerosi studi, che si ripete pressoché identica in chiunque attraversi un periodo di restrizione severa.
Non conosce la tua forza di volontà e non sa quanto ci hai creduto. Risponde solo alla fisiologia.
Una domanda diversa da porsi
C’è un’idea che continua a circolare, persistente, secondo cui riuscire a seguire una dieta fino in fondo sia una prova di carattere, e che cedere, sia quasi una sconfitta personale.
Ti invito, invece, a riflettere: ma se la grande maggioranza dei percorsi di perdita di peso attraverso la restrizione calorica non si mantiene nel tempo – e la ricerca lo mostra con una coerenza che è difficile ignorare – forse la domanda giusta non è perché io non ci riesco?
Forse, la domanda è un’altra: perché uno strumento che fallisce così spesso continua a essere presentato come l’unica via possibile?
Il tuo corpo non ha sbagliato, quando ha ripreso quello che aveva perso: ha fatto esattamente quello che il suo compito gli chiedeva di fare.
Uno sguardo più ampio
Se la restrizione non è la risposta, allora, cosa lo è?
Qui la scienza offre qualcosa di più lento, e forse per questo meno rassicurante nell’immediato, ma molto più vicino a come il corpo funziona davvero.
La salute metabolica non si costruisce isolando il cibo da tutto il resto della vita di una persona. Si costruisce guardando il sistema nella sua interezza – e il sistema, per come lo vedo io, comprende molto più di quello che finisce nel piatto.
Comprende il sonno, che regola in modo diretto gli stessi ormoni della fame di cui parlavamo poco fa.
Comprende uno stato infiammatorio, spesso silenzioso, che nasce molto più da uno stress prolungato che da un singolo alimento sbagliato.
Comprende lo stress cronico, che tiene il cortisolo elevato e orienta il corpo verso l’accumulo, non verso il rilascio.
Comprende la salute dell’intestino, che dialoga costantemente con il cervello e influenza fame, umore, energia in modi che stiamo solo iniziando a comprendere davvero.
E comprende, sì, anche la tiroide.
Ma voglio essere onesta su questo punto, perché mi sembra importante. Anche quando la tiroide è davvero parte della storia, raramente lo è come un interruttore isolato che basta aggiustare. È un organo sentinella, sensibile a tutto il resto: al riposo che ti concedi, allo stress che porti, al contesto in cui vivi. Pertanto, merita di essere guardata dentro quel sistema più ampio, non come l’ennesima lista di cose giuste da fare o da evitare.
Cosa può cambiare, da qui?
Non certamente un’altra dieta più intelligente delle precedenti, ma, qualcosa di diverso nella sua natura: un percorso che costruisce comprensione invece di regole, che ti aiuta a riconoscere cosa succede nel tuo corpo, invece di darti uno schema da eseguire alla lettera.
Un percorso che tiene insieme il cibo con il sonno, lo stress, il contesto di vita – perché è così, e non a compartimenti separati, che il corpo ha sempre funzionato.
Questo tipo di lavoro è più lento di una dieta. Non promette una trasformazione in trenta giorni, perché quelle trasformazioni, quando arrivano così in fretta, quasi sempre se ne vanno con la stessa velocità.
Ma, costruisce qualcosa che resta: la capacità di ascoltarti, di adattarti, di ritrovare, piano piano, fiducia in un corpo che forse hai imparato a considerare un avversario, e che invece non ha mai smesso di essere dalla tua parte.
Se ti riconosci in questa storia fatta di inizi e di ricadute, di un corpo che sembra non rispondere come vorresti, prova a fermarti un momento con una domanda diversa da quelle a cui sei abituata.
Non cosa devo cambiare di me. Ma: cosa sta cercando di dirmi il mio corpo, in questo momento della mia vita?
Non c’è una risposta giusta da trovare subito.
C’è solo l’inizio di un ascolto diverso. Più lento, forse, ma molto più gentile di qualsiasi dieta tu abbia mai provato a seguire..
Dr. Giovanna Maraula
Nutrizionista Funzionale e Professionista esperta in Medicina dello Stile di Vita.
Il mio percorso - personale e professionale - mi ha portata a creare un approccio che va oltre i sintomi.
Credo che il benessere sia un percorso, fatto di piccoli passi gentili, per ritrovare equilibrio e armonia.








