Agosto 8, 2026

Perché ho aperto questo spazio Ho aperto questa pagina molte volte, e altrettante volte l'ho richiusa. Più volte mi sono chiesta come iniziare questo spazio. Come raccontare chi sono, cosa faccio, e perché. Ogni volta la stessa sensazione: che presentarmi significasse elencare percorsi di studio, certificazioni, anni di pratica clinica. Come se "chi sono" fosse una lista di credenziali da mettere in fila, nella speranza che la somma bastasse a spiegare perché faccio questo lavoro, nel modo in cui lo faccio. Poi ho capito che la domanda giusta non era chi sono, ma: Cosa mi ha portata qui?  E la risposta è arrivata sotto forma di un'altra domanda, quella che porto con me da anni, quella che apre davvero questo spazio. Esiste un altro modo? Questa domanda non è nata a tavolino ma, nell'incontro ripetuto con persone che arrivavano cercando una cosa precisa - un numero da far scendere, e un piano da eseguire - ma che, dentro, portavano qualcosa di molto più silenzioso e molto più vero: un corpo con cui avevano smesso di parlare, e una voce interna che valutava ogni pasto come un esame. Non c'era niente di sbagliato in quella richiesta: era semplicemente lo strumento che avevano ricevuto, in un mondo che continua a misurare la salute con una bilancia.  Una domanda che la cultura in cui viviamo aveva insegnato loro a fare. Ma io sentivo, con una chiarezza che con il tempo è diventata impossibile ignorare, che rispondere solo a quella domanda significava lasciare fuori …

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